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Gio...issa -
La storia della Gio…Issa e del suo nome curioso risale nientemeno al 1951.
E’ la delegata delle Giovanissime dell’Azione Cattolica di allora che intuisce la voglia delle ragazze di cimentarsi con l’attività sportiva, e si dà da fare per darle risposta concreta. Gio’ è l’affettuosa abbreviazione corrente con cui si definiscono le Giovanissime stesse e ‘issa’ fa parte della ritmica ed energica cantilena di chi in gruppo tende a un obiettivo che richiede fatica e coordinamento: l’ “oh…issa!” di manovali e marinai diventa così con disinvolta allegria “Gio…issa”: insieme, a un tempo, verso una vittoria condivisa, sul campo di pallacanestro fin dagli anni ’50, poi anche di pallavolo, a partire dal decennio ’70.
I primi allenamenti su un campo sterrato (ma “a regola d’arte”!) dagli stessi volenterosi genitori delle atlete, con un semplice canestro appeso al muro, si compiono nel giardino delle Suore della Riparazione: Marcellina Maggiolini galvanizza le sue giovani campionesse, che non hanno paura di affrontare sedute di allenamento alle 6,30 del mattino: hanno 16 anni, e non poche di loro poi dovranno cominciare la giornata di lavoro… (da “Radici di futuro – 30° anniversario della Casa del Rosario” di Paola Pessina) . Gio…issa ha sempre fatto propri i valori insegnati dal fondatore dei Salesiani, S.Giovanni Bosco, poi ripetuto dall’Arcivescovo Tettamanzi, il quale diceva che il cortile e' il luogo migliore per avvicinare i giovani al Signore e fare dello sport uno strumento di gioia e di pace. Col passare degli anni, tutti coloro che hanno voluto dedicare il loro tempo a questo incontro hanno cercato di farlo con competenza e serieta' e la federazione Polisportive Giovanili Salesiane (PGS) ha aiutato in questa possibilita'. Gio…issa e' da sempre iscritta a questa federazione, riconosciuta dal Coni. Allenatori e dirigenti Gio…issa sono tutti volontari che hanno accettato di mettersi in gioco per i giovani con impegno ma anche con sincerità ricambiati dall’emozione di poter condividere una vittoria, di vedere il sorriso delle ragazze al termine di un allenamento, senza mai finire di stupirsi di come sia bello e tanto complicato aiutare i giovani a crescere e a diventare responsabili.